Shabby chic” significa letteralmente “Trasandato chic”: il termine fu coniato negli anni Ottanta dalla rivista The World of Interiors per indicare una tecnica decorativa e uno stile d’arredo. Fu portato alla ribalta circa un decennio dopo dalla designer Rachel Ashwell, che fondò una società chiamata proprio Shabby Chic. Il suo cammino è stato quindi lento e graduale, ma oggi figura fra quelli più in voga in tutto il mondo occidentale, Italia compresa. In cosa consiste per quanto riguarda l’interior design nello specifico?

La trasandatezza è una scelta ben precisa, un effetto desiderato: tutto sembra messo lì per caso ma in realtà ogni dettaglio è frutto di una valutazione molto attenta. Nulla è lasciato al caso. I mobili sono sciupati, effettivamente datati (magari ereditati dai nonni o scovati nei mercatini dell’usato) oppure invecchiati tramite tecniche specifiche come la decapatura e il decoupage. Le atmosfere sono retrò, un po’ nostalgiche e un po’ romantiche.

Questo stile valorizza il fascino del passato, gli oggetti un po’ logori, le superfici sbiadite o graffiate. Com’è possibile che gli arredi rovinati risultino chic, appunto? Si tratta di una raffinatezza per certi versi decadente, voluta, costruita in ogni minimo dettaglio. Perché è questa l’altra caratteristica dello shabby, cioè l’estrema cura del particolare. Nulla è lasciato al caso.

I tavoli con il ripiano parzialmente scrostato, le cornici degli specchi in metallo un po’ arrugginito, le credenze con i bordi dei cassetti “mangiati” dal tempo o lavorati ad hoc, i vecchi bauli con i rivestimenti danneggiati (e magari collocati ai piedi del letto o, se di dimensioni ridotte, utilizzati al posto dei comodini), le ante in legno un po’ scolorite e dunque caratterizzate da un’immagine grezza. Tutto trasandato, sì, ma chic. Non a caso i vari pezzi shabby non sono esattamente economici, anzi in certi casi hanno un costo non indifferente. Comunque simile ai mobili “nuovi” e di fascia alta. Le forme sono arrotondate ma semplici, per quanto riguarda i colori predominano il bianco e tutte le altre tonalità neutre come il panna, il beige, il tortora nelle sue declinazioni più chiare; anche le nuance pastello sono parecchio gettonate, in particolare l’azzurro carta da zucchero, il verde salvia, il rosa antico. L’importante, comunque, è che siano colori opachi, polverosi e delicati.